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FECONDAZIONE ASSISTITA A ROMA : PERCORSO, TEMPI E QUANDO RIVOLGERSI A UNO SPECIALISTA

Fecondazione assistita a Roma: percorso, tempi e quando rivolgersi a uno specialista
 
Fecondazione assistita  e PMA a Roma , come fare e perch non conviene aspettare
La fecondazione assistita rappresenta oggi un’opportunità concreta per molte coppie che faticano a ottenere una gravidanza spontanea. A Roma, come nel resto d’Italia, esistono diversi percorsi diagnostici e terapeutici che permettono di individuare la strategia più adatta in base all’età, alla storia clinica e alle cause dell’infertilità.
Capire quando iniziare, da dove partire e a chi rivolgersi è fondamentale per evitare perdite di tempo e affrontare il percorso in modo consapevole.
Cos’è la fecondazione assistita e quando è indicata
Con il termine fecondazione assistita si indicano tutte le tecniche che aiutano il concepimento quando la gravidanza naturale non arriva dopo un periodo adeguato di rapporti mirati.
In genere si parla di infertilità quando:
la gravidanza non arriva dopo 12 mesi di rapporti non protetti (6 mesi se la donna ha più di 35 anni)
sono presenti condizioni note che riducono la fertilità (endometriosi, ridotta riserva ovarica, alterazioni seminali, patologie tubariche)
La fecondazione assistita non è sempre il primo passo, ma rappresenta una possibilità da valutare dopo un corretto inquadramento clinico della coppia.
 
 
Durante la prima fase vengono presi in considerazione:
età della donna e dell’uomo
durata della ricerca di gravidanza
eventuali gravidanze precedenti
anamnesi ginecologica e andrologica
 
Gli esami iniziali possono includere:
 
 
Una corretta diagnosi permette di capire se sia sufficiente un approccio più semplice o se sia necessario orientarsi verso tecniche di fecondazione assistita più avanzate.
 
Inseminazione artificiale: quando può essere sufficiente
 
L’inseminazione artificiale è una delle tecniche di primo li
vello e può essere indicata in casi selezionati, ad esempio:
infertilità inspiegata
lievi alterazioni seminali
difficoltà nei rapporti mirati
cicli ovulatori non ottimali ma recuperabili
Non tutte le coppie sono candidate ideali a questa tecnica.
La scelta deve essere sempre personalizzata, evitando trattamenti inutili o poco efficaci.
 
Quando è necessario passare alla PMA
 
La procreazione medicalmente assistita (PMA) di secondo o terzo livello viene presa in considerazione quando:
l’inseminazione artificiale non è indicata o non ha avuto successo
sono presenti fattori maschili o femminili più complessi
l’età e la riserva ovarica richiedono strategie più efficaci
In questi casi è fondamentale il coordinamento tra lo specialista che segue la coppia e il centro PMA di riferimento, per costruire un percorso su misura.
 
Il ruolo del ginecologo esperto nel percorso di fecondazione assistita
 
Affrontare la fecondazione assistita non significa solo scegliere una tecnica, ma seguire un percorso clinico strutturato.
Il ruolo del ginecologo esperto in fertilità è quello di:
guidare la coppia nella fase diagnostica
valutare il momento giusto per ogni step
evitare trattamenti non necessari
accompagnare la coppia prima, durante e dopo il percorso di PMA
 
Un approccio personalizzato consente di ottimizzare tempi, aspettative e possibilità di successo.
 
Tempi, aspettative e personalizzazione del percorso
 
Ogni coppia ha una storia diversa.
I tempi del percorso possono variare in base a:
risposta ovarica
risultati degli esami
tipo di tecnica indicata
È importante affrontare la fecondazione assistita con:
informazioni chiare
aspettative realistiche
un supporto medico continuo
 
La personalizzazione del percorso è oggi uno degli aspetti più importanti per migliorare l’efficacia dei trattamenti.
 
 
DOMANDE FREQUENTI SU FECONDAZIONE ASSISTITA A ROMA
 
Quando rivolgersi a uno specialista della fertilità a Roma?
 
È consigliabile rivolgersi a uno specialista se la gravidanza non arriva dopo 12 mesi di rapporti mirati, o dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni, oppure in presenza di fattori di rischio noti.
 
La fecondazione assistita è sempre il primo passo?
 
No. Nella maggior parte dei casi è fondamentale una valutazione iniziale per capire se siano sufficienti approcci più semplici prima di ricorrere alla PMA.
 
In cosa consiste la prima visita per infertilità di coppia?
 
La prima visita comprende un’accurata anamnesi della coppia, la valutazione degli esami già disponibili e l’indicazione degli approfondimenti diagnostici necessari.
 
È possibile iniziare il percorso con uno specialista e poi proseguire in un centro PMA?
 
Sì. Spesso il percorso prevede una prima fase di inquadramento e preparazione seguita dall’invio al centro PMA più adatto alla specifica situazione clinica.
Dr Massimiliano Giardina

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